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Ascension (Calle, Ramo Primo, Calle Seconda, Ramo Secondo dell')

a S. Marco. La chiesa dell'Ascensione, eretta a spese del comune, si diceva anticamente «S. Maria in capo del Broglio», perché era posta in capo della «Piazza di S. Marco», chiamata, pel terreno erboso, «Brolo» o «Broglio». Da principio venne concessa ai Templari, dai quali nel 1312 passò coll'annesso monastero nelle mani dei Cavalieri Gerosolimitani. Questi nel 1324 vendettero ambidue gli edifici ai Procuratori di S. Marco, che nel 1336 li diedero in affitto ad un frate Molano ed a' suoi compagni. Al mancare di essi, destinossi un rettore alla chiesa, ed il monastero si fece servire più tardi ad uso di albergo coll'insegna della Luna, che esiste tuttavia. Nel 1516 la chiesa venne in potere della Confraternita dello Spirito Santo, detta dell'Ascensione, e nel 1597 fu rifabbricata. Si chiuse nel 1810, e servì a magazzino privato infino al 1824, epoca in cui interamente si distrusse.
Avendo Pietro Orseolo I salpato contro i Narentani nel giorno dell'Ascensione (anno 997), ed acquistato l'Istria e la Dalmazia, fu stabilito che ogni anno, ricorrendo tale festività, si dovesse fare una solenne visita al mare. Quando poi il pontefice Alessandro III, grato pel cortese ospizio e pell'appoggio ottenuto dai Veneziani nelle sue contese col Barbarossa, donò al doge Sebastiano Ziani un anello, come segno del dominio che gli concedeva sopra l'Adriatico, si aggiunse la cerimonia dello sposalizio del mare. Nacque il costume cioè, che, arrivato il doge col bucintoro alla bocca del porto, gettasse in mare un anello, benedetto dal vescovo, con queste parole: «Desponsamus te mare in signum veri perpetuique nostri dominii».

Nel giorno dell'Ascensione incominciava pure la celebre fiera di Venezia. Istituita era la medesima nel 1180 per approfittare dello straordinario concorso di forestieri, che un'indulgenza, concessa dal pontefice Alessandro III a chi di quel tempo avesse visitato la basilica di S. Marco, procurava alla nostra città. Da principio durava otto giorni soltanto, ma, in progresso di tempo, prolungavasi fino a quindici. In questa circostanza solevasi rizzare in «Piazza S. Marco» un apposito recinto di botteghe per disporre in bel modo le merci, avendo ogni arte il proprio posto, come tuttora si scorge da qualche iscrizione del selciato. Il primo degli accennati recinti fu costrutto nel 1307; l'ultimo nel 1776, sopra elegante disegno del Maccaruzzi. Gran numero di compratori e di curiosi accorreva a questa fiera, e vaga mostra vi facevano la mattina le gentili Veneziane col loro nazionale «zendaleto», e di sera uomini e donne in «bauta».
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