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Astrologo (Corte dell')

a SS. Ermagora e Fortunato. E' detta negli estimi «Corte del Strologo», del quale cognome ebbe esistenza una, e forse più famiglie, in Venezia. Ma qui potrebbe aver abitato anche qualche «strologo», od astrologo, vale a dire qualche mago, od indovino. In questo proposito giova avvertire che, avendo i nostri continua pratica coi popoli d'Oriente per ragioni di commercio, s'imbevvero delle fole astrologiche, elevate al grado di scienza da Francesco Giuntini di Firenze e da Luca Gaurico quando soggiornarono in Venezia. E' celebre quel patrizio Francesco Barozzi, il quale, unendo all'astrologia la magia, aveva l'immaginario potere di far comparire ne' suoi circoli, descritti con un coltello tinto del sangue d'uomo ucciso, qualunque spirito dell'altro mondo, accompagnato dal grazioso corteggio di dragoni, furie e demoni. In Candia egli s'era abbattuto in una erba detta «felice», atta a cangiare ogni più grosso asino nel maggior sapiente del mondo, e sapeva il secreto per cui i zecchini spesi nella sua saccoccia tornassero. Conosceva finalmente l'arte di rendersi invisibile, arte però che nulla gli valse contro gli occhi dei birri, dai quali fu scoperto e catturato, per essere poi condannato a perpetuo carcere dal S. Ufficio, con sentenza 16 ottobre 1587. Al pari di lui acquistossi rinomanza un Francesco Priuli, il quale, immaginandosi d'aver acquistato la virtù di volare, volle farne esperimento spiccando un volo fuori della finestra, e fracassandosi le cosce nella caduta. Né altri astrologhi o maghi mancarono, anche di minor lega e portata, soliti a spacciare le loro ciurmerie specialmente alle credule donnette.
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