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Avvocati (Calle dei)

a S. Angelo. Per lo passato qui abitavano varii avvocati. Ne può far testimonianza l'elenco dei medesimi che leggesi nello «Specchio d'ordine per tutto il mese di Aprile 1761». Anche Nicandro Jasseo, nel suo poema: «Venetae Urbis Descriptio», così canta, parlando dei campi di S. M. Zobenigo, S. Maurizio, S. Angelo, e strade vicine:
«Hos campos persaepe tenent, callesque propinquos,
Sole petente undas, qui jurgia dira frequentant;
Inveniunt hic quos sparsim elegere patronos,
Et statuunt quid mane novo det jungere casus».

Sotto poi vi è la nota seguente:
«Hic, vel in propriis, vel aliorum domibus, omnes causarum patronos invenies post meridiem».

Il numero degli avvocati sotto la Repubblica era indeterminato. Dovevano però essere nati nello stato, od aver domiciliato dieci anni almeno colle loro famiglie in Venezia, non aver avuto alcuna condanna per delitti infamanti, essere addottorati nella Università di Padova, e poter provare quattro anni di pratica. Il Maggior Consiglio eleggeva e stipendiava 32 avvocati patrizii perché esercitassero la loro professione in favore dei poveri. Ve n'erano destinati 6 pei «Consigli di Quaranta», 18 pei tribunali di Ia istanza, che si chiamavano «avvocati per le Corti», 6 pegli Uffici di Rialto, e 2 pei prigioni. I nostri avvocati nelle loro arringhe usavano del dialetto nativo, ed aiutati dalla dolcezza ed armonia del medesimo, ci lasciarono splendidi esempi di viva e maschia eloquenza. Tra i più distinti s'ammirarono un Carlo Contarini per la facilità d'esprimersi, e valore nell'epilogare; un Costantini per la maestria nel muovere gli affetti; un Cordellina pel colorito pittoresco; un Cromer pel suo dire spiritoso, persuadente, e culto; uno Stefani pel suo impeto greco; un Gallino, un Alcaini, un Fossati per altri molteplici pregi.

In Calle degli Avvocati si radunava l'Accademia dei Sibillonisti, istituita dal notajo Ruggero Mondini. La raccolta dei «Sibilloni» (ebbe tal nome un certo genere di sonetti), composti da questi accademici nell'occasione del primo blocco di Venezia, leggesi con piacere divulgata per le stampe.
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