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Amai (Calle dei)

a S. Giovanni Grisostomo. La famiglia Amadi, chiamata anche Amai, ebbe origine nella Baviera, da cui passò in varie città d'Italia. Un ramo di essa venne a Venezia da Cremona nell'820, e mancò nel 1286. Un altro ramo venne da Lucca nel 1210, e fece parte del Consiglio, dal quale però si vide escluso nel 1297. Alcuni Amadi vennero da Lucca anche nel secolo XIV coi mercanti e tessitori di seta. Questa famiglia, sebbene rimasta fra i cittadini originari, si mantenne sempre in gran fiore, producendo uomini distinti sì nella carriera ecclesiastica che nella civile. Possedeva molte ricchezze e molti stabili, uno dei quali con prospetto archiacuto sul «Rio del Fontego», a S. Giovanni Grisostomo, nel sito che stiamo illustrando. Troviamo parecchi Amadi da S. Giovanni Grisostomo ascritti nei tempi antichi alle Scuole Grandi. Inoltre, la cronaca cittadinesca del Ziliolo (Codice 90, Classe VII della Marciana) asserisce che Francesco Amadi ebbe il grado di conte palatino coi fratelli e discendenti dopoché albergò nella sua casa di S. Gio. Grisostomo Federico III imperatore e Leonora di lui moglie, venuti nel 1452 a visitare Venezia. Qui noteremo alla sfuggita, che Francesco avrà per avventura ospitato la corte di questo monarca, per accogliere la quale furono disposte 15 case, poiché la maggior parte delle cronache riporta che Federico ebbe stanza a S. Giacomo dall'Orio nella casa del marchese di Ferrara, e l'imperatrice in casa Vitturi a S. Eustachio.
Un'altra casa degli Amadi era sulla «Fondamenta dei Tolentini», e tuttora nell'interno esiste la «Corte degli Amai» coll'arma loro sculta sul muro. Il Cod. 27, Classe VII della Marciana, ha queste parole in proposito: «L'antica casa degli Amadi vedesi sopra il canale della Croce di Venetia, et fu riformata da Francesco» (membro distinto di questa famiglia che viveva nel secolo XVI) «fattala ornare di belle et ingegnose pitture da... pittore celebratissimo, e condotto dalla corte Imperiale in Venetia a tale effetto con grosso stipendio; ed inoltre viene appresso il vago e ricco giardino et orto di semplici rarissimi».

Anche il «Sottoportico e Corte degli Amai» a S. Paterniano presero il nome da stabili della suddetta famiglia. Ciò si pare manifesto dalla Redecima del 1661, in occasione della quale Elisabetta Amai, vedova di Francesco Capodilista, notificò di possedere quattro casette a S. Paterniano in «Corte di Amai».
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