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I MURALES DEL CAMPIELLO DEI SQUELINI - Pirro,chi era costui?

4 April 2005 76 Comments ENZO PEDROCCO
I MURALES DEL CAMPIELLO DEI SQUELINI - Pirro,chi era costui?
I MURALES DI CAMPIELLO DEI SQUELINI PIRRO,CHI ERA COSTUI? Poeta e pittore non troppo fortunato - salvo un brevissimo periodo a cavallo tra gli anni sessanta e settanta in cui,grazie anche alla sua militanza politica,godette di una discreta notorietà a livello locale – Marcello Pirro è tuttavia l’unico artista al mondo,senza tema di errore, a beneficiare sorprendentemente di un privilegio che Venezia,in tutta la sua storia,non ha mai concesso neanche agli artisti più grandi e famosi. Mi riferisco a quella sorta di mostra permanente di murales,en plein air,che chiunque si trovi a transitare per il Campiello dei Squelini può agevolmente…ammirare.Non raccapezzandosi il più delle volte,considerata la scarsa notorietà dell’artista,nonché la modestia sia tecnica che estetica delle sue opere,sul senso e l’importanza di essa.E stupendosi non poco,inoltre,della possibilità di un intervento così vistoso e stridente,nonchè assai discutibile effettuato su quegli stessi muri in cui,com’è noto,anche l’intervento più insignificante,foss’anche quello di piantarvi un semplice chiodo,richiede solitamente una sfilza infinita di permessi e autorizzazioni. Sarei curioso di sapere se a suo tempo – chè la realizzazione dei murales risale ad anni addietro - Marcello Pirro fu regolarmente autorizzato da chi di competenza.E,se sì,in quale considerazione fu tenuto il carattere ambientale,monumentale e storico di Venezia da chi l’autorizzò? ENZO PEDROCCO
Tello Friday, November 16, 2007

Sig.Pedrocco, non volevo nè andare fuori tema rispetto al Suo articolo introduttivo, nè alzare i toni della discussione. Certo', rispetto all'argometo da Lei proposto, non ho aggiunto nulla di significante. Ma mi andava semplicemente di esporre a Lei e agli altri naviganti un'altro aspetto ed una ulteriore problematica, per me, importante nel Campo in questione, riallacciandomi poi ad un suo punto riportato nell'articolo introduttivo: "non su quegli stessi muri in cui,com’è noto,anche l’intervento più insignificante,foss’anche quello di piantarvi un semplice chiodo, richiede solitamente una sfilza infinita di permessi e autorizzazioni" Tutto qui. Da oggi in poi, comunque, tenterò di non andare più "fuori tema" negli articoli da Lei proposti, ma di seguire scrupolosamente l'argomento che Lei esporrà. Per rimanere in tema, sinceramente a me quella mostra permanente non dà fastidio. Sono altre le cose della città, che mi fanno ribrezzo e disgusto, per non andare sul pesante e volgare. Non vedo cosa ci sia di male se, ad un veneziano, che ha vissuto il centro storico della nostra città, e che non è legato con il mondo attuale della dis-arte e dis-valori veneziani, possa continuare a rimanere visibile, nella memoria del luogo e nella mente della gente, attraverso un piccolo pezzettino di muro dedicato a Lui. Da tanti anni vedevo le Sue opere, in Campiello Squelini. Osservavo, via via che transitavo. Penso che solo in un paio di occasioni mi sono domandato di chi fossero. Credo che possano continuare pure a rimanere li', in bella vista su quel muro. Purtroppo, solo a rimanere li', benchè non più visibili agli occhi dei passanti, dei critici e degli ammiratori, che si scontrano nella loro interazione con Pirro, con un mastodontico ed influente plateatico, che fà brutta mostra di se' e dei vizi dei governanti locali, proprio davanti alle opere del poeta e pittore veneziano.

kalenik Sunday, July 23, 2006

ho letto l'articolo di Marcello Pirro vorrei saperne di più

michele d'Altilia Saturday, February 9, 2008

Caro, Pedrocco, l'unica considerazione vera che il Suo discutibile intervento contiene è che " Marcello Pirro è tuttavia l'unico artista al mondo... poco fortunato.." ma per vicende familiari che a Lei non devono interessare considerata la Sua scarsa stima che ha dell'arte di Marcello e ciò perchè ha dimostrato di non conoscerlo affatto. Le è sufficiente sapere che opere di Pirro sono esposte al Museo della'Arte Moderna di New York e che negli anni settanta gli amici che Lei definisce "politici" erano - tra i tanti - anche un tale Sciascia ( lo conosce?) ed un tale Guttuso ( sa chi era costui!!) . Pirro ha anche diretto una rivista letteraria denominata "La Città" . Le risposte alle Sue domande potrebbe fornirGliele una qualsiasi persona che Lei incontrerà per Venezia - in modo particolare a Dorsoduro. Se Poi vuol saperne di più perchè non s'informa alla Scuola di Arte Mosaica di Ravenna dove Marcello Pirro ha insegnato per diversi anni ? Se Lei fosse meno presuntuoso -me lo lasci dire - potrebbe apprezzare molto di più le opere che Pirro ha donato ( o meglio ci ha donato) a Venezia !!!. Totò Le avrebbe detto : Pedrocco, Lei è un ignorante ....s'informi !!!. Non me ne voglia.. ed accetti un modesto consiglio : Impari ad essere più modesto....e se vuole qualche informazione in più su Pirro me la chieda ad una condizione, però, che Lei ammetta pubblicamente la Sua ignoranza ed arroganza....E se può esserLe d'aiuto si ricordi le parole di Socrate: " il non sapere può rovinare il sapere" in quanto il Suo scellerato articolo potrebbe leggerlo uan persona stupida che non dà alcun valore all'opera di Pirro esposta a Venezia e rovinarla con lo spray di qualche bomboletta.. A proposito Lei non sarà mica "un imbrattamuri" o peggio ancora "un imbratta-tele " Gradisca, comunque, un mio caro saluto Michele

emerenziana filippo Thursday, November 8, 2007

Articolo di pessimo gusto. Marcello Pirro è un grandissimo artista, noto in Italia e all'estero. Errata la frase: "chi era costui?". Marcello Pirro e' ancora vivo. Non gode attualmente di ottima salute ma e' fortunatamente ancora vivo. Beati coloro che lo hanno conosciuto di persona. Attualmente si trova in un ospedale per un cancro ed è pieno di attenzioni da parte dei suoi studenti...commentate voi! Chi vuole sapere di Marcello Pirro puo' leggere i suoi libri!! Pedrocco: ma chi è lei? Che mestiere fa? Crepi l'invidia!

Tello Friday, November 9, 2007

Certo, piantarci un semplice chiodo è difficile in campiello Squellini...invece metterci due plateattici di due bar che distano dal Campo 30 e 50 metri e che occupano 2/3 dei 350 m2 del campo, è una cosa semplice. Fateci caso, poi: le 4 panchine che occupavano il campo, misteriosamente sono sparite, e ne è rimasta solo una, che è stata messa lontano dal plateattico a destra del campo venendo da Ca'Foscari. Purtroppo da un paio di mesi a questa parte il campo ha una nuova denominazione: Plateattico Campiello Squellini.

lorenza Friday, November 9, 2007

giusto Tello!non vedere quei plateatici e criticare il resto è come la barzelletta de queo che se ciamava m....da giovanni e el ga fato tute e carte par cambiar nome e,co el xe rivà in comune i ghe gà domanda':eora!,come vustu ciamarte invesse che m.....da giovanni?..e lu ghe gà risposto : m....rda antonio grassie!

Enzo Pedrocco Saturday, November 10, 2007

(Attn:Nunzio,Emerenziana Filippo,Tello e Lorenza) Sono dell’avviso che un dibattito non si debba assolutamente condurre alla stregua di una rissa,con urla e insulti affatto gratuiti e fuori luogo, ma debba necessariamente seguire certe regole.Fra cui non esiterei a mettere al primo posto la seguente: quando qualcuno espone idee che contrastano con le nostre, ancorchè esse abbiano il potere di farci incazzare,si sconfiggono tuttavia soltanto confutandole con un’argomentazione adeguata e convincente.E possibilmente,non fosse per il fatto che nessuno di noi ha la verità in tasca,anche pacata.

lorenza Sunday, November 11, 2007

per quanto riguarda me,non era mia intenzione offenderla,io semplicemente non ho compreso la motivazione di tanto disappunto nei riguardi di quei mosaici mentre tutt'attorno la citta' è in balia di un degrado morale ed estetico che non ha precedenti-e' una fogna-e attira anche un turismo fogna-senza parlare del resto- in base a questo io mi sono chiesta,e,tello anche, come si fa a puntare il dito contro i mosaici di pirro in campiello degli squelini e l'occhio non cadere sui plateatici per i quali sembra cosi' facile l'insediamento in qualsiasi angolo della città-

Marco Girardi Sunday, November 11, 2007

Con argomentazione: Se Pirro avesse fatto quelle opere su un pezzo di carta andrebbe anche bene, all'asilo è pieno di fogli di carta riempiti più o meno su quella falsa riga. Purtroppo, mettendo mano ad un muro pubblico si è inequivocabilmente buttato all'interno di un ring. Un ring a cui partecipano tutti gli artisti del passato, creatori d'arte in contesti pubblici, ma anche artisti che dominano la scena della street art attuale. E c'è da dire che si è cacciaro in un ben difficile ginepraio. Si nota in maniera stridente l'assoluta mancanza di una vera ricerca del bello e del vero nella sua opera, e pure di una qualche forma di sospirata trovata verità. Mi si dirà che c'azzecca il vero con il bello, e io rispondo: andatevi a leggere Platone e le Upanishad . E perché l'arte deve seguire il bello? Perché per me è scienza non solo di oggettivazione di una realtà ma pure mezzo per raggiungere uno scopo. E quale sarebbe questo scopo? Non ho tempo per rispondere, devo finire di leggere "Confessioni del cavaliere d'industria Felix Krull", e sono pure un pò indietro: mi mancano un botto di capitoli ed nin più il libro non è mio. Senza argomentazione: Pirro ha fatto una cagata pazzesca.

Marco Girardi Sunday, November 11, 2007

Vedo che Pirro è affetto dalla stessa malattia che ho io. Spero tanto che guarisca. Il mio commento è riferito solamente a quella sua opera, commento che ritengo sia pertinente almeno attraverso le lenti della mia scuola di pensiero. Non conosco le altre opere che ha creato, nè il mio commento si riferisce alla sua produzione in toto.

lorenza Tuesday, November 13, 2007

scusate ma io mi dichiaro pentita di essermi inserita in questa discussione che,a mio avviso petrebbe essere continuata davanti ad una pizza o ad un caffe'-per la gravita' della situazione in cui versa venezia ed il suo residuo tessuto sociale preferisco lasciare spazio ad altri argomenti- non avetemene-

Marco Girardi Tuesday, November 13, 2007

E perché no? Ti faccio comunque presente che lo stato di Venezia è ampiamente discusso, ciò non toglie la libera espressione anche su aspetti secondari della Città. Né tantomeno il dedicarsi a ciò provoca una qualche privazione verso la trattazione dei pericoli più imminenti. Il Pirro purtroppo è andato, tempo fa, ad intaccare un muro pubblico, e vuoi che codesto pubblico non voglia esprimersi con totale spontaneità?

Umberto Sartory Wednesday, November 14, 2007

Beh, a quel tempo il muro era anche quello del suo studio, e i pannelli non erano soltanto a muro, ma continuavano su moduli a essi raccordati che, sostenuti da putrelle in acciaio, scendevano fino a terra occupando un paio di metri del campiello per tutta la lunghezza dei pannelli a muro. Le ragioni per cui a Marcello fu permesso l'intervento hanno certo radici nel prestigio che godeva in città. Sbaglia infatti Lorenzo nel dire che Pirro fosse uno sconosciuto. Meritatamente o meno all'epoca era persona di fama almeno nazionale, con esposizioni al Castello Sforzesco di Milano e in altri luoghi prestigiosi. Inoltre era stato un personaggio di spicco nel 68 ed era quindi ben visto dalla classe dirigente cittadina montante. Concordo del resto pienamente con la valutazione che Marco Girardi fa dei mosaici. Nella mia pluridecennale amicizia con Marcello non gli ho mai fatto mistero della mia disistima nei suoi confronti come pittore. Lo stimavo e lo stimo però come poeta. La sua fortuna anche nelle "arti figurative" è spiegabile solo con lo sfacelo in cui versano queste discipline dal primo dopoguerra in poi,,,

Enzo Pedrocco Thursday, November 15, 2007

[PIRRO,CHI ERA COSTUI? Poeta e pittore non troppo fortunato - salvo un brevissimo periodo a cavallo tra gli anni sessanta e settanta in cui, grazie anche alla sua militanza politica, godette di una discreta notorietà a livello locale] Nell’incipit del post oggetto di questo dibattito c’è, sia pure in breve, un mio giudizio su Marcello Pirro, che ognuno è ovviamente libero di condividere o meno. A prescindere da esso, e dalla sua maggiore o minore condivisione, sussiste sempre tuttavia il problema della legittimità o meno - in base al Regolamento edilizio e a ovvie considerazioni sul decoro cittadino - dei murales realizzati in un luogo pubblico.Ed è soltanto su tale problema che inviterei tutti coloro che ne avessero intenzione a esprimere la propria opinione.

Giovanni Tuesday, December 18, 2007

Conobbi Marcello in anni di scontri duri ma anche di lealtà ma dopo queste incomprensioni diventammo amici...noi uomini del Sud. Marcello deve molto a Venezia ma ha anche fatto tanto per Venezia ma non è stato ricambiato..Come si fa a dire "chi era costui" è stato un artista di livello internazionale..

Michele Pirro Tuesday, December 18, 2007

Mi permetto umilmente di intervenire in questa discussione ben sapendo che per il cognome che porto sicuramente quello che dirò suonerà quantomeno "di parte". Non mi sento assolutamente di poter criticare il giudizio "artistico" dell'opera, nè tantomeno di dare una risposta in merito alla collocazione dei mosaici di mio zio Marcello, ma umilmente mi permetto di criticare l'affermazione "chi era costui". A differenza di mio zio Marcello Pirro non mi intendo di arte, la vita mi ha portato purtroppo a diventare colpevolmente ignorante in materia di "arti figurative". Tuttavia vorrei chiedere al sig. Enzo Pedrocco se per caso conosce Guttuso e se la sua risposta sarà positiva forse allora potraà anche scoprire che nella prima metà degli anni '80 ci sono una serie di quadri di Guttuso con le poesie di mio zio.Oppure forse il caro Enzo Pedrocco conosce Massimo Cacciari ed allora in questo caso potrebbe chiedere a lui, o ancora cercare nella storia dell'arte Hans Richter e studiare le collaborazioni con Pirro oppure ancora Renato Signorini e la scuola di mosaicisti di Ravenna nella quale ha insegnato Marcello Pirro. Vi assicuro che chi ha la memoria artistica più lunga e preparata della mia saprà dirvi molte più cose su Marcello Pirro, io mi sono limitato a dire quello che ricordo e che Marcello non mi ha neppure mai raccontato. Non vedo zio Marcello da qualche anno, la vita non è stata tanto clemente con lui.E' vivo e vegeto e come ama dire lui:"CONTINUA A COMBATTERE". Buona lotta zio Marcello.

maddalena cesareo Friday, December 21, 2007

I colli lunghi di Modigliani,a suo tempo non erano molto apprezzati,era un morto di fame..come si suol dire in gergo!ne vogliamo parlare delle tele di Mirò?sono linee che un bambino di 8anni saprebbe riprodurre con non molta difficoltà...ed eppure è un grande!prima di leggere l'articolo mi sono soffermata a guardare i murales di questo pittore..ho pensato:originali..lineari..e a me non sembra che deturpino il paesaggio,anzi nella loro modernità a me sembra che riprendi il paesaggio stesso!di arte mi intendo poco..pochissimo...però mi piace e la adoro..e cerco di guardare oltre a ciò che i miei occhi guardano!sign.pedrocco..se quei murales esistono credo che qualcuno abbia dato il permesso a marcello pirro di farlo..o se non gli è stato addirittura commisionato quel lavoro...!per quanto riguarda l'artista..non tutti i suoi dipitinti sono meravigliosi..è che purtroppo dipende dalla fama dell'artista!a volte se ci fa caso diventano importanti post morte!sign.pedrocco ha acceso davvero un bel dibattito..certo ha ragione nel dire che non bisogna scadere con offese o insulti..ma forse lei non sa che la maggior parte dei commenti sono stati scritti dai nipoti di marcello pirro..e che se conoscesse un pò mio zio sicuramente l'avrebbe mandata a quel paese con parole gentili..quindi ciò che è stato scritto sicuramente è stato preso sul personale..e sopratutto perchè attualmente zio marcello è malato!ma le ho detto a volte le critiche negative fanno di 1artista un grande artista..e la storia lo documenta.grazie...

Umberto Sartory Sunday, December 23, 2007

Io penso che Marcello sia soprattutto poeta. Con indoli interdisciplinari o eclettiche, come la sua e come anche la mia, vi è sempre una inclinazione artistica specifica che domina e informa le varie forme espressive. Sbaglia quindi Marcella a citare Pirro a fianco di quel pittore spontaneo che fu Mirò. Mirò descritto da Dalì come forza primigenia del Colore della Spagna. Marcello invece potrebbe a buon diritto essere sentito come voce primigenia della Poesia. E sbaglia quindi a mio modo di vedere anche Marco quando paragona i murales ai fogli di un album infantile. Essi vanno secondo me visti come un "divertissement" del Poeta Marcello, e come tali valutati. Che Marcello fosse, anche quando malato e sofferente, un bollente spirito creativo è fatto che posso personalmente testimoniare. Mentre prassi precipua di un pittore è produrre un'immagine, quella di un poeta è evocare emozioni. L'accezione piena di poeta è, sola fra le arti, quella che non può venirr tout-court ristretta a una particolare disciplina: poeta è ellenisticamente colui che crea, che manifesta, che fa apparire... Il vivere poeticamente di Marcello, supportato da una maestria nello scrivere e nell'evocare con la voce, lo ha portato a dare segni di sé nella città, animandone il teatro quotidiano per trent'anni in stretto contatto con il Popolo, forse anche troppo stretto, al punto di assumere su di sé alcuni gravi difetti del Popolo. Quei murales non vanno visti come capolavori d'arte musiva: Marcello aveva appreso dai Ravennati quel tanto che a lui serviva per provocare emozione sbozzando e connettendo vetri colorati. L'emozione che cercava ancora agisce, non solo su noi amici o sui detrattori, spinti a scrivere di Marcello anche dopo anni che "non lo si incontra più". Quei mosaici, sono certo, creano ancora oggi un momento di straniamento a chiunque li scopra improvvisamente aggirandosi fra quelle passeggiate monastiche cui tanto assomigliano le strade di Venezia. Come testimonianze di una avventura artistica sincera fino alle lacrime essi hanno un posto particolare nel cuore di molti veneziani, io penso. Marco forse obietterà, conoscendomi, come io possa far convivere il mio concetto di "Opera Pubblica" con un divertissement poetico che dovrebbe essere caratterizzato da estemporaneità. Eppure quell'opera non è pubblica, giacendo su di un muro privato, né reca vero nocumento al pubblico , dopo rimosse le putrelle nel campo che, certo, complicavano il lavoro dei Netturbini. Essi sono come una foglia di quell'arruffato albero creativo noto come Marcello Pirro. Una foglia rimasta appesa a quel muro. Come le foglie la lascerei al suo ciclo naturale di vita. Non rimuoverei i murales, ma neanche li restaurerei, Forse il loro effimero è già scritto nell'uso di elementi lignei... Per Marcello, poeta, per come lo ho conosciuto, solo le parole meritano l'immortalità. Dal punto di vista legale, penso comunque che spetti al proprietario del muro decidere se concedere o meno il tempo naturale di disfacimento dell'opera, offrendo eventualmente a Marcello o a chi per lui l'opportunità di conservare le opere altrove.

donatella Sunday, December 23, 2007

Conosco Marcello, che ora abita a Ravenna, vado di tanto in tanto a fargli visita; purtroppo ha problemi di salute ma vi assicuro che sta combattendo conto la malattia e non ha nessuna voglia di arrendersi; tanto è vero che sta lavorando anche in questi giorni: Tanti auguri Marcello da Donatella

lorenza Friday, December 28, 2007

infatti,come dice Umberto,quesi mosaici ormai fanno parte della memoria visiva della città. sono incastonati nel muro come le innumerevoli incrostazioni lapidee e multicolori che ci accompagnano per venezia.Io non comprendo l'attacco che viene fatto a questi poveri mosaici ,anche se non li ha fatti Leonardo da vinci,e non si notano le ignobili offese di cui è oggetto questa città.

Marco Girardi Saturday, February 9, 2008

Un attimo. Capisco la bagarre creata dall'intervento di Pedrocco e le possibili reazioni, ma per avvalorare almeno ai miei occhi il lavoro di un artista non mi tange assolutamente nulla che sia stato incensato da Sciascia e da Guttuso, e credo che si faccia danno all'artista stesso appiattire così il suo lavoro facendolo un'opera che suissiste solo perché ne hanno parlato dei cosidetti mostri sacri, che alla fin fine sono poveri uomini come noi, di questi poveri tempi, o perché le sue opere sono state esposte in qualche annoiatoio (museo) in terra pregiata straniera...

andrea mingozzi Wednesday, February 13, 2008

Egr. sig pedrocco , ho camminato più volte con Marcello Pirro per le strade di Ravenna, fino a notte tarda; abbiamo scambiato pensieri e opinioni, abbiamo discusso di Pasolini di Fortini di officina…di generazioni. Diciamo che io perlopiù tacevo e ascoltavo. Ho imparato a fondo che la memoria non è solo la capacità di manovrare e collegare ricordi ma soprattutto la volontà di difendere quei ricordi e le persone alle quali essi sono legati. “Le parole sono pietre” dice Pirro. Non perché si possano lanciare sugli altri ma perché si devono “posare” con l’attenzione di chi costruisce un edificio. Ho camminato con Marcello Pirro per le strade di Venezia, ho visto gente di tutte le età, di ogni estrazione sociale, fermarsi per salutarlo: dai docenti universitari agli studenti, dai portuali ai gondolieri. Pirro artista è vivissimo, come l’uomo. Per citare solo gli ultimi fatti: una antologica al Castello Cornaro di Asolo nel 2005; nel 2006 la presentazione di illustrazioni per un libro di poesia tenuta a Venezia dai professori Toni Toniato e Marco Del Monte; nel 2007 una collettiva all’istituto di cultura di Montevideo sui maestri del 900, una collettiva al Cairo e una a Tunisi patrocinate dalla Repubblica Italiana. È solo per chiarire, non perché ci piacciano gli elenchi. Il fatto che voi non sappiate non vi autorizza a tirare in ballo l’opinione personale e a dire le banalità che si leggono: “modestia tecnica ed estetica” “scarsa notorietà” e addirittura “sul senso e l’importanza” della sua opera; o per citare il platonico Girardi: “assoluta mancanza di una vera ricerca del bello”. Occorre fare attenzione. Non basta farsi crescere la barba, fumare il sigaro e citare frasi per diventare filosofi. Tutto quello che ho letto puzza fortemente di mediocrità, fate attenzione alle “opinioni” che proponete, non fuorviate. La pseudocultura che spacciate è deleteria e contagiosa. Andrea Mingozzi

Marco Girardi Saturday, February 16, 2008

Mah. Continuo a considerarla 'na schifezzuola di opera. Anche dall'alto del mio titolo di pseudoculturista, categoria pesi medi. :D

Umberto Sartori Sunday, February 17, 2008

Sull'importanza della celebrità, è simpatica questa citazione da Walt Disney, che alla domanda su come ci si sentisse a essere una celebrità, avrebbe risposto: " Benissimo, se serve a farti avere un buon posto allo stadio. Non serve, invece, per fare un bel film ne per vincere a tennis e neppure per farmi obbedire da mia figlia. Non serve nemmeno per tenere lontane le pulci dal cane. E se essere una celebrità non ti da il privilegio di avere un cane senza pulci, credo non sia un granché utile". :-)

Giuliano Cera Wednesday, February 20, 2008

Egregio signor Pedrocco, sono un estimatore d'arte e sto seguendo con attenzione ed interesse i commenti nei confronti dell'artista Marcello Pirro. Nei giorni scorsi vi era un commento della giornalista Principia Bruna Rosco, mentre ora è sparito. Mi chiedo come mai sia potuto accadere. Forse i commenti scomodi vengono eliminati? E da chi? Se così fosse, ricordo che questo è un blog aperto a tutti e dove ognuno può esprimere il proprio punto di vista. Gradirei spiegazioni dai responsabili del blog. Resto in attesa di notizie in merito. Giuliano Cera

Marco Girardi Thursday, February 14, 2008

Ripeto non mi dice alcunché quella lista di chi sbrodola chi. E' un opera pubblica, lo voleva essere? E allora si attiri gli elogi , e si confronti con le opere pubbliche costruite nei secoli passati a Venezia e si tirino le somme sulla capacità, sul valore e sul fine, e su quanto sia un mormorio interno confuso o all'opposto una esternazione fatta con criterio. E si smetta di trattare un artista e la sua opera come un pezzo di carne che prende valore soltanto o se elogia i "mostri sacri" del momento, di questo triste periodo, o se viene esposto a Trebaseleghe piuttosto che a Chicago. Perché finora su queste basi dovrei giudicare quel murales... Questo rasenta il ridicolo e questo puzza di mediocre...

Paolo Dolzan Friday, February 15, 2008

Conosco Pirro da molti anni, il suo pensiero e la sua opera di poeta, di pittore, mosaicista, scultore... Pirro è una figura eccezionale, per la qualità delle sue esperienze di vita, per la sua conoscenza (primariamente degli uomini), per la coerenza con la quale da anni difende le sue idee, per la sensibilità e anche per la ferocia del suo linguaggio poetico. Conosco anche la storia di quel mosaico, che come qualcuno ha detto è montato su di un muro dietro al quale si trovava a quel tempo l'atelier di Marcello. Fu il primo intervento dei 4 previsti nel campiello che poi non si fecero: di Vedova, Scanavino, Ortega. E' il brandello di un' epoca e di una realtà culturale ormai passata, nella quale Venezia pulsava di vita. Oggi questa città è una farsa... un baraccone prostituito ai turisti e agli studenti. Marcello ti mando un abbraccio forte, con la stima e l'affetto di sempre, tra accordi e dissapori. Paolo Dolzan

stefano cecchetto Friday, February 15, 2008

Fermo restando il fatto che la presenza artistica di Marcello Pirro non è certo discutibile, e che la sua statura culturale è ormai retaggio d'altri tempi; la vera domanda non è tanto se è giusto o sbagliato che il suo mosaico, la sua "testimonianza poetica" abbia un senso in quella collocazione specifica, ma quanto si può ancora fare per impedirne il degrado. Quel mosaico è l'unica testimonianza di un progetto che la città aveva promosso negli anni ottanta per testimoniare la presenza degli artisti veneziani in un percorso urbano articolato che si sarebbe dovuto sviluppare in luoghi diversi della città; altri due artisti erano stati convocati per partecipare a questa operazione di "arredo urbano" e avevano dato la loro adesione all'impresa. Poi per differenti motivi, solo Marcello Pirro ha avuto la costanza e la determinazione di portare l'opera fino alla fine. Ora, vedere la catena che serve a legare le sedie di una trattoria con plateatico esteso, attorcigliata intorno alla sua opera è sinceramente umiliante, non solo per l'artista, ma anche per tutti coloro che amano quel mosaico e che sono abituati ad incontrarlo nel loro percorso quotidiano. La mia non vuole essere una polemica, ma un'esortazione a fare un appello alle autorità cittadine affinché provvedano al restauro di quest'opera e la riportino alla sua bellezza originaria.

andrea mingozzi Friday, February 15, 2008

Caro Marco Girardi condivido con lei il fatto che un’artista non debba essere giustificato da elenchi: non mi piace, l’ho anche ribadito; ma non dimentichiamo l’articolo che ha scatenato la questione: mi sembra un po’ futile e azzardato un attacco all’opera di Pirro in quei termini. Semplicemente molta gente ha voluto puntualizzare/testimoniare l’inesattezza di quelle affermazioni. Ho letto più elogi che critiche. Ma spetta solo a lei la decisione di guardare il mosaico quando passa in campiello squelini o di voltarsi dall’altra parte e continuare a fare quello che stava facendo. Quante piazze d’italia si confrontano con opere di artisti contemporanei?Venezia è troppo magica per questo? L’opera c’è, fu fatta perché vi erano i presupposti, come si legge fu parte di un progetto, ed il muro era privato. Quindi? Su cosa si fonda la questione? La vera questione è, come qualcuno ha scritto, impedirne il degrado o rimuoverla. Non mi sembra che il mosaico di Pirro offenda le meraviglie circostanti. Nessuno ha sbrodolato nessuno, l’unica sbrodolata che ho letto è quella di Girardi su Girardi quando vuol farci sapere che legge Mann…platone…le upanishad…ma non ha tempo per spiegare..

Umberto Sartori Saturday, February 23, 2008

Il fatto che questa sezione commenti agli articoli di Venezia ObServer sia aperta a tutti, come del resto lo è ObServer, non significa affatto che non venga valutata la qualità di ciò che viene offerto alla pubblicazione. Nello specifico, il commento rimosso non conteneva argomentazione alcuna ne a sostegno critico dell'opera di Marcello ne a giustificazione di frasi offensive rivolte all'Autore dell'articolo. In assenza di queste ultime, la mera dichiarazione di apprezzamento a Marcello, pur sostenuta esclusivamente da una personale emozione come nel caso in oggetto, sarebbe stata accettata, ma l'aggressività e l'insolenza personale, come ogni altro fenomeno di "trollismo" sono perentoriamente esclusi da queste pagine. Se la commentatrice vorrà riportare il suo sostegno morale all'opera di Marcello lo faccia astenendosi dall'aggredire l'Autore, che ha se non altro il merito di avere stimolato il discorso su una figura veneziana cara a molti di noi.

Umberto Sartori Saturday, February 23, 2008

Dimenticavo la risposta alla domanda su chi effettui la valutazione di idoneità alla pubblicazione, forse perché mi pare pleonastica, dal momento che Venezia ObServer non è un evento naturale né un bene demaniale. Esso è opera dell'ingegno di alcune persone, una delle quali sono io, che nello specifico sono il più attento curatore di questo strumento, con ampia facoltà di decidere quando si manifestino patenti violazioni alle Policy Generali di Internet o a quelle più specifiche di veniceXplorer.net e di ObServer in particolare. Quando ho dubbi o mi sento personalmente coinvolto, ricorro al consiglio di coloro che con me hanno costruito Venezia ObServer, anche se oggi più impegnati quotidianamente in altri settori di attività. Venezia ObServer, pur sconsigliandole, non rifiuta aprioristicamente manifestazioni anche intrise di aggressività come quella qui pubblicata da Michele D'Altilia. Tale risposta può essere considerata congrua con il tono polemico espresso da Enzo Pedrocco, e non si astiene dal fornire argomentazioni ragionate ed esperienziali alla vehemenza, cosa che invece mancava del tutto nei commenti rimossi.

Umberto Sartori Monday, February 25, 2008

Grazie per l'integrazione a Principia Bruna Rosco e per aver riportato in tema la conversazione. Posso aggiungere che Marcello non è stato legato solo letterariamente ma spesso anche da amicizia umana con alcuni dei più famosi artisti figurativi. Tuttavia ciò non può costituire garanzia per la sua opera in quel campo. Marcello reggeva a petto di simili frequentazioni senza il bisogno di supporto altro dalla sua vis poetica potente e vehemente. Per certo Marcello, personalmente, fu persona di aspri conflitti, mai capace di mantenere l'equilibrio fra un sentire viscerale e ctonio e una sensibilità mentale lucida e attenta. Per molti versi interprete dei tempi ma i tempi di caos non lasciano memoria distinta... Come generazione figurativa, Marcello arrivò troppo tardi per essere altro che una giovane mascotte nella senilità dell'Avanguardia Storica e troppo presto per partecipare alla nuova avanguardia informatica neorinascimentale. Ha condotto comunque un suo stile nell'epigonismo dell'informale, dimostrando grande versatilità e interesse alla sperimentazione dei materiali espressivi con forza immaginifica inesausta. Ciò non racchiude tuttavia nelle sue opere, a mio modo di vedere, la stessa densità emotiva e concettuale di Fontana o di Richter.

Donatella- Ravenna Tuesday, February 26, 2008

Vorrei ricordare al Sig: Sartori che Marcello non "fu persona" ma "è persona", e spero che sarà così ancora per molto tempo perchè è ,per me , sempre un piacere incontrarlo. SAluti Donatella.

Umberto Sartori Tuesday, February 26, 2008

Mi associo al tuo augurio, Donatella, e mi auguro che tu incontri quel Marcello che io intendo e che lo abbracci anche da parte mia. Io da tempo non lo incontro più e le ultime volte che lo vidi qui in città era prigioniero di un bruto alcoolizzato e autolesionista, dal quale nessuno di noi amici ha saputo o potuto liberarlo.

aldo Thursday, March 6, 2008

Grazie alla segnalazione di un sito (non italiano), che suggerisce i luoghi "fuori percorso" da visitare della città di Venezia, ho avuto modo di osservare non molto tempo fà, il mosaico oggetto del piacevole dibattito. Personalmente ho molto gradito l'opera (mosaico e non murales), anche in considerazione del luogo in cui è situata, ed al quale essa conferisce un tocco di allegria e di colore in mezzo a tanto degrado. Mi sono documentato sull'autore Marcello Pirro, e navigando, ho scoperto che le sue opere (sculture, mosaici, quadri, ed altro), fanno parte della collezione di svariate gallerie sparse un po’ ovunque in Italia e non. L’Istituto Italiano di Cultura sta attualmente portando in vari Paesi del mondo, una mostra dal titolo: “Piccole opere d’arte di grandi maestri, una serie di lavori di diciassette dei più importanti scultori della seconda metà del secolo XX”, tra queste è inclusa anche un’opera del Pirro. Credo sia quindi ingiusto attribuire sia all’artista una scarsa notorietà, che una modesta estetica e tecnica all'opera. Basta un attimo documentarsi. In conclusione, esprimo nuovamente il mio giudzio positivo sull'opera. A me è piaciuta. Dimenticavo, domani è il 7 Marzo, e oltre ad essere il mio compleanno è anche quello dell’artista, quindi, Auguri a Marcello Pirro.... e a me.

Marco Girardi Friday, March 7, 2008

Credo sia quindi ingiusto attribuire sia all’artista una scarsa notorietà, che una modesta estetica e tecnica all'opera. Basta un attimo documentarsi. Sulla notorietà non metto dito. Ma per un giudizio sull'estetica non ho mai sentito che serva un libro, a mio sentire basta l'occhio e il cervello (sano) di un passante...

PRINCIPIA BRUNA ROSCO Sunday, February 24, 2008

Egregio Umberto Sartori, a giustificazione della mia esuberante emozione, mi permetto di dire che essa è scaturita sia da un personale affetto verso Marcello Pirro, sia dalla stima che ho per la sua forma d’arte. Non era mia intenzione offendere alcuno, purtroppo, però, la mia indignazione era derivata dal desiderio di puntualizzare l’inesattezza delle affermazioni di Enzo Pedrocco e sostenere moralmente Marcello Pirro e la sua opera: IL MURALES DEL CAMPIELLO DEI SQUELINI. Mi permetto di affermare che l’arte di Marcello Pirro non poteva essere liquidata con delle valutazioni come quelle scritte da Enzo Pedrocco che dice essere di modesta tecnica ed estetica, nonché di essere poco conosciuto, o di discreta notorietà locale. Voglio ricordare a tutti che Marcello Pirro vanta una grande notorietà che si estende in tutto il Mondo. Come tutti sanno, le sue opere si trovano presso numerosi musei italiani ed esteri, come il Museo dell'Arte Moderna di New York, Museo di Cincinnati (U.S.A.), Museo d’Arte Moderna di Ascona e in molti altri che sarebbe troppo lungo da elencare. Egli ha dato una delle testimonianze artistiche più forti e incisive del secolo che ha visto concentrarsi in lui il poeta, lo scrittore, il pittore e lo scultore letterariamente legato a doppio filo con i maggiori pittori del ‘900, artisti che hanno fatto la storia dell’arte come Fontana, Tancredi, Richter, Guidi e altri, con i quali ha intrattenuto rapporti di amicizia e di lavoro fino alla fine dei loro giorni. Sostengo, quindi, senza timore di smentita, che Marcello Pirro è uno dei più grandi Maestri del secondo Novecento, caposaldo della contemporaneità poetica-pittorica. Egli è un artista su cui appassionarsi, perciò, pittori e poeti mondiali hanno amato e amano questo burbero uomo che fa parlare di pittura, di scultura e di poesia ed essi non hanno mai sciolto il loro legame. Non essendo stato un artista mondano, ma solo dedito al suo lavoro, non ha voluto tenere viva la notorietà, nutrendosi solo della sua arte, che rimarrà, invece, viva per sempre. In ogni caso, la sua arte è stata tenuta viva dai suoi numerosi estimatori e critici, dai suoi allievi e, incredibile a dirsi, dai suoi colleghi, i quali lo hanno sostenuto e ancora lo sostengono. Purtroppo, è stato un Artista poco fortunato; ora sta attraversando gli anni più tormentati della sua vita, della sua vita non solo d’artista. Questa poesia, scritta da lui non so quando, rappresenta il suo stato attuale: Il viaggio verso la notte è cominciato Sarà lo stesso treno del sole a bucare le nebbie. Spero che questo ulteriore mio scritto possa placare la polemica innescata.per riuscire a parlare di un grande artista con obiettività e serenità. Principia Bruna Rosco

aldo Thursday, March 20, 2008

Ma per un giudizio sull'estetica non ho mai sentito che serva un libro, a mio sentire basta l'occhio e il cervello (sano) di un passante... E' certamente vero. Io, passante con occhio e cervello (sano), ho visto e.... piacuto. E' altresi vero che davanti all'ex manicomio della mia città, resiste ancora una vecchia lapide con inciso "Non tutti siamo quì, e forse neanche i veri".

Umberto Sartori Sunday, March 23, 2008

Ma allora, cari Aldo e Marco, se bastano cervello (sano) e occhio (non necessariamente sano anch'esso, si direbbe), per disquisire, anzi, - giudicare - di estetica, tutti quei signori che si sono affannati a dipanare, a spiegare, a illustrare il Bello, come vanno considerati? Non so, Leonardo che scrive Trattati dettagliati, che addirittura individua e instaura nove Governatori (tecnici e concettuali, si intende) sopra la Pittura, o Panofsky che in perfetta sintonia ma secoli dopo, elabora una delle visioni più lucide sul rapporto creativo fra uomo e spazio, o lo stesso Marcello Pirro, che fu, nei suoi tempi migliori, animatore di Riviste dai testi ponderosi se non poderosi, come dobbiamo considerarli? Salottieri perdigiorno? Annoiati noiosi dediti a forme di onanismo criptico? Per quel che riguarda il cervello, ma anche l'occhio vuole la sua parte, e qualsiasi approccio al mondo delle arti figurative (musica esclusa :-) ) richiede un occhio forse non necessariamente sanissimo, ma certo educato e addestrato... Una più soddisfacente fruizione dei piaceri artistici richiede inoltre memoria ed esperienza, per la straordinaria capacità delle Arti di ricondurre a un filo comune che guida l'Umanità dalla notte dei tempi... E poi non dimenticate che l'Arte ha uno strettissimo rapporto con il cuore, e non solo per via degli studi anatomici di Piero o Giordano... :-) Tra il serio ed il faceto, ragazzi, s'intende :-) Sul serio, invece, parlare di cuore mi invoglia a ringraziare Marcello, e la dimostrazione che il suo spirito di poeta e animatore agisce anche lontano dal suo corpo e dalla sua presenza vigile al mondo... E anche ringrazio Enzo, che nella sua sincera provocazione ha evocato quello spirito in questa conversazione...

Anonimo Sunday, March 30, 2008

Mi permetto l’ardire di entrare in questo dibattito, scoperto proprio in questi giorni grazie ad un fortuito incontro. Non so cosa l’abbia fatto scaturire, se non quello che ho potuto capire dai vari interventi. Vorrei, però proporre i miei pensieri nella speranza che possano aiutare i partecipanti. Ho anch’io conosciuto personalmente Marcello negli anni precedenti all’apparizione dei suoi lavori e posso confermare appieno che, al di là delle sue capacità espressive nelle arti figurative, egli era (è?) un sensibile e capace poeta (laddove per poesia si intenda A- la capacità di provare emozioni; B- la capacità di sintetizzarle; C- la capacità di comunicarle; D- la capacità di adottare una qualche tecnica. Da veneziano, in qualche modo adottato ed assolutamente divenuto figlio, desidero confermare il piacere provato, come suggerito da Sartori , credo, nel ri-trovare impronte di chi ha vissuto sei/sette lustri or sono vicende comuni. Perché rappresentano un po’ le proprie, ma anche quelle della città nel senso del suo tessuto civile ed urbano; nel senso della presenza e della contiguità. Da ultimo vorrei rammentare che in tempi lontani Venezia ha dato spazio e spazi ad una moltitudine di stili e concezioni e che con essi ha saputo convivervi e far convivere i suoi abitanti, i quali per questa capacità sono divenuti “esempio”. Non dimentichiamo che prima delle opere di Pirro a Ca’ Foscari , molto nascoste e forse patrimonio reale solo di “alcuni” ma offerte a tutti, Venezia, i veneziani ed i visitatori, hanno dovuto subire la Cassa di Risparmio in campo Manin, il Palazzetto dello sport ed altre ed altre cose. Veramente ci danno tanto fastidio pochi pannelli, in un angolo recondito? Luogo peraltro che è stato, con l’area circostante, fulcro di fermenti, officina di pensieri ed azioni, testimone di volontà, atti e pensieri che hanno rappresentato un periodo, una epopea forse, per tantissimi veneziani e non. Non va infatti dimenticato che, quando Campo Santa Margherita non era luogo di ritrovo per paninari e per la varia fauna oggi reperibile, ha ospitato i dissidenti alla Biennale Del Cinema. Già, vogliamo parlare di questo? Dei cinema divenuti pizzerie o supermarket? Degli stupendi draghi in pietra d’istria presi a martellate? …..e vi rompete i maroni sui pannelli di Pirro?!

Umberto Sartori Tuesday, April 1, 2008

Che piacere sentire ancora la tua pacatezza ironica, Daniele! Dopo tanti anni da quei giorni di scuola Che bello, dopo tanti anni trovare ancora, più che una opinione, un atteggiamento concorde nei confronti dei fenomeni. Il saper essere veneziani come classe di pensiero è ormai raro a incontrarsi, qui, e quanti invece siete, in diaspore più o meno volontarie. Mi rammento di una nostra discussione, quella che forse segnò l'allentamento di quella che era stata una amicizia stretta. Io sostenevo allora il primato del Partito e della Causa sulla vita privata, mentre tu affermavi il tuo individuale diritto nella vita... Il tempo e il maturare mi hanno portato a darti ragione e merito di quella scelta, ma solo perché di partito e di una causa demagogica si trattava. Quando la causa si chiama Venezia, Venezia che lotta o Venezia che muore, sono invece costretto a tornare sulle posizioni di allora. Venezia soccombe anche perché troppi figli valenti la hanno abbandonata nelle mani dei barbari...

giovannivitiello Wednesday, August 6, 2008

Marcello... o Pirro come viene chiamato a Venezia è uno dei più grandi artisti del XX° secolo.. Pedrocco si domanda chi l'abbia autorizzato.. bhe!? si domandi allora chi autorizzò il più grande e intenso murales che circonda il cimitero di Verona... allora si accorgerà con maggiore stupore non del nome di chi lo autorizzò ma di chi lo eseguì: Marcello Pirro! p.s. per emyfilippo ... io sono un beato!

corrado Saturday, September 27, 2008

Ho conosciuto Marcello Pirro nel 1970, abitavo a Venezia in Calle della Madonna, vicino a casa sua. In quel periodo la sua produzione artistica era di altissimo livello. Dal 1973 lo persi di vista, perchè cambiai città. Mi regalò una litografia (da colorare) ora in possesso di mia figlia, nata proprio in quel periodo. Posso testimoniare l'altissima qualità della sua produzione, il suo entusiasmo per la vita, il suo altruismo e generosità. I mosaici del campo degli Esquilini non si possono capire se non vengono collocati nel periodo storico a cavallo degli anni sessanta e settanta durante il quale l'attività degli studenti e degli artisti si mescolava e fondeva con quella dei veneziani. Bisognerebbe ricordare il periodo delle "Giornate del Cinema Italiano", il bar ai "do Farai", il ciclostile di Ca' Foscari. E magari anche l'ultima prodizione di Virgilio Guidi, un vicino di casa. Un saluto a Marcello.

nana Monday, October 6, 2008

mi piacerebbe sapere dove vive adesso pirro. lo conobbi a venezia nel 1973 e per anni ravvivo' anche la vita di campo santa margherita

donatella Monday, October 6, 2008

Per Nana, ora Marcello abita a Ravenna, io l'ho sentito oggi al telefono e purtroppo sta molto male. Spero che possa riprendersi: Saluti da Donatella

Umberto Sartori Tuesday, October 7, 2008

Cara Donatella, Se hai occasione di sentire ancora Marcello, fagli tanti auguri anche da parte mia. Lui mi conosce meglio come Sandro Sartori, ma se gli dici che sono il figlio di Libertà Spina sarà più facile che si ricordi di me. Grazie

Marco Girardi Tuesday, October 7, 2008

Nel rileggere i miei primi commenti noto una immotivata spocchia. Non fosse altro perché tocco concetti che avrebbero bisogno di una più articolata formulazione. Mi riferisco in particolare al concetto di bellezza, che io penso sia una naturale incarnazione della verità. In special modo credo che sia dovere dell'artista asservirsi alla verità e, quindi, farsi strumento di una sua concretizzazione, questo processo di asservimento darà naturalmente forma ad un qualcosa che uno spirito pronto potrà sicuramente riconoscere come emanazione di tale verità ricadente nei confini dorati del bello. E' un discorso, come si può ben notare, molto ampio, e di per sé articolato, che sarebbe opportuno trattare all'interno del forum, nella sezione "filosofia" ( http://www.ourvenice.org/phpBB2/viewforum.php?f=6 ) : vi aspetto là. Spero sopratutto in un confronto con Umberto su questo tema! :)

Umberto Sartori Tuesday, October 7, 2008

Beh, on the fly mi vien da dire che la bellezza è una categoria formale, mentre la verità una categoria morale, o almeno esclusivamente così io la intendo. Le due categorie interagiscono fra loro in molti modi, però non stabilirei un rapporto gerarchico. Come artista rifiuto ogni forma di asservimento, che non va confuso con lo spirito di servizio... Ampliare questo discorso per iscritto è cosa che richiederebbe molto tempo, e in questi giorni sto sistemando la barchetta, quindi sono poco davanti al PC. Inoltre come sai non sono più molto incline a disquisire di filosofia. Preferisco dedicarmi alle sue implementazioni.

Mario Saturday, October 11, 2008

Siete un'allegra combriccola (Enzo, Umberto, Marco, e tanti altri/e). Il 20 sono a Venessia per 10 giorni con moglie. Magari ci si conosce, anzi lo spero. Ciao, Mario

iottipiera Sunday, October 19, 2008

grazie pedrocco .sartori.girardi.nella veste di provocatori siete stati bravi .TRASPARE chiaramente lavostra stima verso l'uomo marcello pirro rispetto sia essa per l'ARTE DI pirro pittura poesie mosaici e tante magnifiche qualita artistiche culturali.Sono stata aVenezia in campo squellini San Barnaba ho dialogato con una trentina di persone che hanno raccolto tante firme per il restauro del mosaico o murales. Tornerò sull'argomento, grazie Piera

ILARIO Thursday, October 30, 2008

Onestamente, Pirro lo conosco bene di persona, abbiamo bevuto assieme qualche bicchiere di più, mi ha mandato a quel paese: lo amo , lo rispetto e lui rispetta me, come Birelli, Voltolina, Candussio e altri........ sono artisti....non sta a noi giudicare....troppo facile Personaggi così non si trovano tutti i giorni.....un po' d'umiltà non guasta........!

Mario Monday, November 3, 2008

A campo Squellini non ci siamo stati ma in Fondamenta Brandolin (o come e se ciama): ho suonato (sfacciatamente, maleducatamente e spudoratamente, lo ammetto e ne chiedo venia) ma purtroppo non c'era nessuno. Poi mia moglie e io siamo stati presi nel vortice del turismo culturale che non ci ha lasciato piu' un attimo di respiro. L'ultimo giorno ci colpi' il Buonconsiglio a San Giacomo dell'Orio (dove, tra l'altro, sono stato battezzato) e tornati a casa, una volta passata la sbornia di Venessia, cosa ti trovo in rete? veniceXplorer che mi dice dove posso tovare gli altri Buonconsiglio a Venezia !!! Un servizio bellissimo per chi si interessa di queste cose: grassie! E grazie a nonno Gigio per l'almanacco. Beissima cossa anca quea.

iotti piera Thursday, November 6, 2008

Ha ragione MARIO, chi ama Venezia senz'altro ama l'ARTE e tante sarebbero le giornate da trascorrervi. Arte è la ricerca costante di nuove espressioni che sanno dare emozioni e davanti a qualunque opera del MAESTRO MARCELLO PIRRO a secondo della propria sensibilità siano POESIE, come dice l'Amico e stimato UMBERTO SARTORI, Quadri, Sculture o Mosaici. Come dice ILARIO le centinaia e centinaia di persone che hanno avuto il piacere di conoscerlo ancora oggi li si sente dire con orgoglio; "IO lo conosco, IO ho camminato al suo fianco, IO ho parlato con PIRRO di ARTE, ARTE vera dove NOI suoi Allievi lo ringraziamo per quello che ancora oggi ci dà. Purtroppo la sua salute peggiora e la cosa ci rende impotenti pertanto abbiamo deciso di ONORARLO con un sito, attualmente in allestimento, che sarà completo per il 20 di novembre 2008: WWW.MARCELLOPIRRO.COM. OLTRE ai contatti tramite il sito è disponibile per tutti il seguente numero per avere notizie sulla sua salute.3342286832. Un ringraziamento a PEDROCCHI, GIRARDI, SARTORI, MINGOZZI, CECCHETTO, DONATELLA e a tutte le persone che hanno scritto,letto e raccolto le numerose firme per il restauro del mosaico di CAMPIELLO SQUELLINI REGOLARMENTE AUTORIZZATO dagli organi preposti per consacrare VENEZIA CITTA' D'ARTE . Entro la fine di novembre 2008 ci sarà la ristampa di alcuni libri del Maestro e pertanto vi verrà comunicato dove sarà possibile reperirli.

iottipiera Sunday, November 30, 2008

Con grande dolore diamo il triste annuncio per la scomparsa del nostro maestro sabato 29 novembre ore 23,14 I funerali verranno officiati Martedi 2 presso la chiesa MADRE di APRICENA

Michele Pirro Sunday, November 30, 2008

Oggi non è stata una buona domenica.Ho ricevuto oggi la notizia della morte di mio zio Marcello.Al di là delle "polimiche" che possano aver provocato le sue opere, Marcello era un uomo del sud che amava alla follia la "sua" Venezia. Spero nei prossimi mesi di riuscire a raccogliere un po' di materiale su di lui e fare un sito che raccolga le sue opere e i suoi pensieri. Martedi si svolgeranno i funerali ad APRICENA il paese al quale da sempre è rimasto legato. Se volete fatemi avere i vostri pensieri su MARCELLO PIRRO e vedrò di far avere i vostri pensieri e di farli leggere il giorno del suo funerale. "Continua a combattere sempre, Marcello!!!"

donatella Sunday, November 30, 2008

Ciao Marcello...Ti conoscevamo solo da un paio di anni, in poco tempo sei diventato un caro amico, ti siamo stati vicini nell'ultimo periodo e sappiamo quanto sia stato difficile. Un caro saluto, non ti dimenticheremo ....Donatella e Verdiano.

Principia Bruna Rosco Sunday, November 30, 2008

IL GRANDE ARTISTA MAESTRO MARCELLO PIRRO NON E’ PIU’ TRA NOI La filosofia dell’Arte sono la Pittura e la Poesia. Il grande Maestro dell’Arte Marcello Pirro, ci ha lasciato. Fin da giovanissimo, attraverso la pittura, la poesia e la filosofia si è interessato alle continue problematiche dell’esistenza. Egli ha dato una delle testimonianze artistiche più forti e incisive del secolo che ha visto concentrarsi in lui il poeta, lo scrittore, il pittore e lo scultore. I valori estetici delle sue opere sono state gettito delle proprie ragioni culturali, pertanto, le sue tematiche trascendono l'ordinario poiché sono un prodotto artistico che risveglia contenuti, memorie e dimensioni ancestrali e straordinarie. Vorrei ricordarlo come l’ultima volta che l’ho visto e mi ha concesso quest’ultima intervista. Ricordo che la mia ansia di sapere tutto di lui e della sua arte non mi fece rendere conto che lui, già molto malato, era notevolmente affaticato. Questo colloquio intercorso con il Maestro Marcello Pirro, uno dei più interessanti che io abbia raccolto, ha un valore assoluto che farà storia e qui se ne trascrive solo qualche pezzo: Come è avvenuto il primo passo verso l’arte? “Da giovanissimo (14 – 15 anni) ho fatto prima di tutto quello che fa un ragazzo di paese a quell’età, in più mi avventurai attraverso concorsi letterari (che allora erano seri) e in quello che il Mondo magico e perverso della letteratura e di tutte le altre arti. Vinsi il concorso: il II° Premio Stampa a Milano (Il I° Premio a Franco Mazzi di Chiavari) che mi ha dato la possibilità di conoscere quelli che poi risultarono i miei maestri e compagni di viaggio o di sventura: nella giuria c’era Salvatore Quasimodo, Raffaele Carrieri, Renato Guttuso, Elio Vittorini e Giuseppe Ungaretti”. Quale è stata la molla che è scattata per avere tanto amore per Venezia? “Prima di tutto nessuna molla perché arrivai a Venezia da soldato di leva. Curiosità certa. Grande, l’innamoramento, venne dopo, vivendola e lasciandomi vivere. Avevo una lettera di Guttuso e di Migneco per Armando Pizzinato, conoscevo Guidi, pertanto, tutto accadde così naturalmente”. Come nacque il Murales del Campiello dei Squelini? “Esso è un mosaico che nacque così all’esterno dell’Università e a rischio perché troppo giovane per essere immortalato all’interno. Il fatto che me ne prendessi tutti i rischi, compresa quella dell’insapienza, non scandalizzò affatto. L’opera faceva parte di un progetto assai più complesso di quello da me realizzato, nel senso che in quel Campiello veniva a vivere un mosaico di Guidi, uno di Vedova e uno di Ortega. Quindi, quel Campiello diventava un modello interdisciplinare per individuarne altri per ridatare la città già sderenata. Il processo, dunque, da estetico diventava socio-estetico e, nel tempo, avrebbe abbracciato tutta la città. Il Mosaico, pertanto, fu concepito di quelle dimensioni (12 metri) già come opera pubblica proprietà della Città e del Quartiere di Dorso Duro”. Come si è arricchita la sua vita? “Marginalmente, la mia vita a Venezia, e non solo a Venezia, si arricchì di esperienze teatrali, scrivendo due monologhi e una serie di racconti. Ho insegnato Danza Classica-Moderna e Arti Marziali. Presso la Casa Editrice Mondadori ho lavorato alla revisione cartacea del “Novecento triestino” e la rivista “La Voce”. Ho fondato nel 1964 la rivista di Lettere e Arti “La Città”. I miei scritti pubblicati allora, verranno ripubblicati a Venezia con un saggio di filologia a cura di Stefano Cecchetto”. Quando si accosta alla tela ha già in mente il soggetto o preferisce lasciar fluire le emozioni e scoprire passo passo il realizzando? “Di formazione sono un antico e, quindi, abituato a disegnare e ridisegnare quello che voglio dipingere affinché il tempo della pittura sia libero e vincolato. Per questo motivo dipingo pochi quadri perché preceduti da molti disegni per il risultato finale che deve essere, comunque, pittorico”. Il suo dipingere è una provocazione o un cercare il senso della vita? “Il fatto stesso di dipingere o di scrivere o di far musica è di per sé una provocazione e la ricerca di qualcosa per dare sapore e senso alla vita”. Il colore è il segno distintivo delle sue opere? “Il colore è un segno distintivo e antropologico. Anche se sono cresciuto a Milano, città che amo moltissimo, quando uso il giallo penso al sole della mia Puglia e il rosso al tramonto della mia Terra. Quindi, nella tavolozza di uno che dipinge ci sono le origini e le luci che lo accompagnano nella vita”. Tensioni ed interrogativi, sono le sole emozioni per cui dipinge? “Queste, centamente, e non solo. Mentre dipingo, molte e molte altre emozioni si affacciano alla finestra fino a modificarne il risultato finale”. Le sue opere sono anche rievocazione di attimi vissuti? “Il vissuto è determinante, per me e per gli altri, per il da vivere. Il da vivere, che è tutto da scoprire, è la premessa per continuare a fare”. Continua ancora a dipingere e a scrivere? “La pittura e la poesia in me hanno sempre convissuto. Nei momenti critici della parola, la pittura è corsa in ausilio, come nei momenti di crisi della pittura è stata la poesia a dipanarne i nodi. Comunque, né l’una né l’altra hanno mai smesso di frequentarmi e tantomeno oggi che il mio stato di salute lascia a desiderare”. La forte sensualità delle opere del maestro Pirro immerse nella luce che ha regalato, unitamente alla sua immagine, sono fissate nella nostra memoria per ricordarlo per sempre, oltre il tempo e oltre ogni tempo. Principia Bruna Rosco

Umberto Tuesday, December 2, 2008

Buon viaggio, Marcello. Finalmente l'energumeno ti ha tolto le grinfie di dosso.

mascia Tuesday, December 2, 2008

non ti dimenticheremo mai.......... resterai sempre nei nostri cuori....... i tuoi cari amici di apricena o come dicevi tu gli amici di largo sant'antonio

Antonio Tuesday, December 2, 2008

Grazie Marcello per tutte le volte che non sono riuscito a dirtelo,grazie per avermi concesso di fare insieme a te un pezzo di strada, anche se continui ad esistere nelle cose che ci hai regalato, ci manchi tremendamente tanto. Sei ritornato tra gli ulivi , non so se il tuo desiderio di essere sepolto in un grande cuore di marmo tra rovi e serpi sarà stato possibile esaudire addio Marcello.

Paolo Carraturo Tuesday, December 2, 2008

Volevo ringraziare tutti gli amici, i veri amici del Maestro Marcello Pirro per l'affetto dimostrato in questo blog. Io sono di Apricena e sono un carissimo amico di Marcello. Ho ospitato Il Maestro nel mio studio dove abbiamo condiviso brevi periodi intensi e bellissimi. Sicuramente tutto questo non centra con la discussione o valutazione del Sig. Predocco e di questo mi scuso con tutti ma volevo dedicare queste due righe al mio grande amico Marcello e ringraziare tutti coloro che lo hanno conosciuto e che ne hanno apprezzato la vera GRANDEZZA artistica e culturale. Grazie Maestro, gli amici del Largo Sant'Antonio, Giuseppe, Paolo, Mascia, Giuseppe, Pietro e Max.

Michele Pirro Wednesday, December 3, 2008

Domenica avevo lasciato un messaggio sulla morte di Marcello, mi rendo conto, solo ora, rileggendolo che era scritto in un italiano assolutamente pessimo!Certo se l'avesse letto Marcello mi avrebbe riempito di parolacce!A volte poco importa la forma...la sostanza era far sapere che Marcello non c'era più. Ieri sono stato ai funerali ad Apricena e mi sono accorto che molti hanno letto questo forum. Non sono nessuno per ringraziare quanti hanno avuto un pensiero per zio Marcello, ma dico solo di essere felice quando leggo di persone che scrivono e lasciano un ricordo di lui.Spero di riuscire presto a fare qualcosa nella sua Apricena per ricordarlo a dovere.

antonio de siati Wednesday, December 3, 2008

sono uno dei suoi nipoti di milano, che pur avendolo sempre avuto qui vicino, per un disguido di comunicazione solo ora so che marcello ci ha lasciato.una grande perdita, ma senza egoismo, lui credo ora stia molto meglio, senza le torture che giornalmente gli venivano inflitte in ospedale, si le cure, minchia che cure, e che male, mia madre mi raccontava. ora di sicuro potrà sognare,dipingere, scrivere, in pace, vicino ai suoi cari defunti, sua sorella, mia madre michelina(MIMI)suo padre e sua madre, che tanto decantava nei suoi poemi, l'ultimo saluto, al PICCOLO grande uomo il MAESTRO MARCELLO PIRRO, il guerriero, il samurai come amava talvolta paragonarsi, si è vero tanti errori ha fatto, ma anche tante belle cose, con le sue mani laboriose,e il suo cervello fino, le sue poesie,le sue opere, che dire,per me è stato più di uno zio, in alcuni momenti è stato anche un amico con cui confidarsi,e condividere pensieri e parole, quindi non posso che ricordarti e darti un grande abbraccio e agurarti buon viaggio, da antonio,kalenik e diego, che tu possa riposare in pace

Andrea Mingozzi Thursday, December 4, 2008

"Marcello Pirro è un poeta. sono commosso dal suono delle tue parole, Dal rimbombo della tua voce. Perfino nei tuoi slanci Ascolto la silenziosa affermazione di gentilezza. Nello staccato dei tuoi gesti Sento l'urgenza del tuo desiderio di creare. Affronti i disegni neolitici della Val Camonica Con quella entusiasmata innocenza Della bellezza dorata di Fabia O dei mosaici di Ravenna. Il mistero del loro significato Si trova in te, Pirro, Sia che tu li risolva nelle parole O li interpreti nei segni, nei gesti del colore Cercando di afferrare I tesori nascosti di Alberico. Capolavoro dell'immagine visuale Puoi diventare un testimone dei tempi passati. Capace di dominare le ingiurie. Un danzatore su una fune tesa. E' un piacere guardare un giovane in viaggio verso la luna. Dove non ci sono strade per camminare Tu riuscirai a trovarle." HANS RICHTER

matteo Saturday, March 7, 2009

Ciao MARCELLO buon compleanno con i Tuoi nuovi amici .Sei sempre con NoI e beviamo sempre dalla Tua saggezza .

emy Tuesday, June 9, 2009

Caro zio Marcello, oggi per te sarebbe stato un giorno speciale: tuo fratello e' diventato sindaco della sua citta'! Tanti auguri ad un altro "grande" della famiglia Pirro, Matteo.

antonio mazzarella Sunday, September 20, 2009

Avrei voluto conoscere di persona il poeta Marecello Pirro, figlio della mia stessa terra. Questo non è stato possibile, ma solo in parte, perchè dalle sue poesie è facile conoscere la sua anima e la sua non comune sensibilità. Voglio ringraziare Enzo Pedrocco, perchè senza volerlo ha innescato una discussione che va avanti da quattro anni, è grazie alla quale, come per miracolo, i commenti di amici e conoscenti di Marcello ci hanno fatto conoscere l'artista e l'uomo, amato e stimato. Forse, sempre grazie al suo commento, le istituzioni si interesseranno al restauro dei mosaici di Marcello Pirro. Se l'esperienza Ravennate o Veneziana ha influito sulla sua arte figurativa, di certo la sua origine contadina e meridionale ha forgiato il suo cuore e i sentimenti da esso partoriti e trasformati in versi. Sono in debito con Marcello per aver egli contribuito, con le sue poesie, a dare ispirazione a questa mia che gli dedico affettuosamente. La terra è la terra, madre o matrigna che sia, di terra, cruda terra siamo impastati, di lei siamo impregnati. Con la carne, la pelle, l'anima, ad essa a spago doppio siamo cuciti, fin dai primi vagiti. Il primo latte succiato, il primo sguardo, i primi amici, la prima innamorata la prima aria respirata, tutto si può scordare lasciando la propria terra, abbanonata per scelta o perchè costretti, ma no si perde il suono del dialetto. Esso è il batacchio che percuote la campana dell'anima, è il richiamo sacro, memoria eterna, è la lingua paterna. La terra è la terra e desidero che sia la mia a coprirmi quando sarà l'ora, quando diventerò fertile spora. Ciao Marcello....

donatella Saturday, September 26, 2009

Ogni tanto torno ad aprire queste pagine e mi fa piacere vedere che qualcuno ricorda Marcello (come io lo ricordo spesso). Approfitto di questa occasione per salutare anche Matteo e per augurargli di ricavare tante soddisfazioni dal suo nuovo impegno di sindaco. Saluti Donatella.

emy Thursday, November 5, 2009

Caro zio, eccomi qui a darti un'altra notizia....stavolta però non e' bella come quella del 9 giugno. In quel giorno tuo fratello, Teo, era stato eletto Sindaco della sua citta'. Era felice ed ho voluto farti partecipe della bella notizia. Stanotte, purtroppo, lo zio Teo si è addormentato e no si è piu' risvegliato.

donatella Saturday, November 28, 2009

La mia intenzione era di ricordare il caro amico Marcello nell'anniversario della sua scomparsa, ma ho appreso qui la notizia della morte improvvisa di Matteo e non mi sembra vero. Solo pochi giorni fa scorrendo la rubrica del cellulare e leggendo il suo nome mi sono chiesta come andasse con il suo nuovo incarico di sindaco, senza sapere che era già mancato. Non sapendo come contattare la famiglia approfitto di questa pagina per porgere sentite condoglianze. Donatella da Ravenna

Principia Bruna Rosco Thursday, January 21, 2010

E' passato più di un anno dalla scomparsa del grande Marcello Pirro, sono passati circa due mesi da quando il fratello Matteo Pirro lo ha raggiunto. La sera precedente la sua morte, Matteo era felice perchè di lì a qualche giorno, in Puglia, si doveva tenere la cerimonia di inaugurazione della Piazza dedicata a Marcello. Per la morte di Matteo ho scritto queste parole che racchiudono anche un pensiero a Marcello. Trascrivo l'articolo pubblicato su www.mi-lorenteggio.com: Pubblicata il 10/11/2009 alle 14:30:17 in Politica Matteo Pirro non c'è più Il Sindaco di Vermezzo ci hai lasciati in un silenzio più forte di mille parole di Principia Bruna Rosco (mi-lorenteggio.com) Cesano Boscone, 10 novembre 2009 - Penso a giovedì 5 novembre quando ho ricevuto la triste notizia della morte di Matteo Pirro che mi aveva lasciata incredula e addolorata. Essendo in Abruzzo, lontana dall’accaduto, non sono potuta essere presente all'ultimo saluto. Non mi sono recata neanche all’Ufficio Postale per fare il consueto telegramma di condoglianze semplicemente perché non volevo prendere atto che Matteo non ci fosse più tra di noi, tra tutti gli amici che gli hanno voluto bene. Quando, infine, mi sono resa conto che Matteo ci aveva lasciati, capii che avevo bisogno che qualcuno mi aiutasse a superare il dolore. Avevo bisogno di un amico speciale, avevo bisogno dello stesso amico che ora non c’è più: Matteo. E allora non hai voglia di cercare delle motivazioni alla sua morte, non volevo comprenderle, non volevo sapere che l’amico speciale Matteo che mi aveva insegnato il valore della vera amicizia, della libertà, il saper aspettare, potesse diventare improvvisamente un'immagine sfocata. Caro Matteo, sono l’amica di sempre, la pittrice, quella che tu stimavi e che ora soffre per questo strano processo mortale. Carissimo, ti chiamo Matteo, ma potresti avere il nome di mio fratello, di mio nonno, di mio zio o di uno qualsiasi degli abitanti di questo piccolo paese, ma hai il nome di colui che sempre vivrà nel cuore mio e di quanti ti hanno conosciuto. Anche stamattina, ancora mezza assonnata e stanca del viaggio, ho pensato a te e, scrivendoti questa lettera, ti ho rivolto un fraterno cenno di saluto. Il tuo sguardo severo, ma sereno, è destinato a restare sempre nella mia mente, non muterà mai. Solo pochi giorni fa ci siamo ritrovati insieme a tutti gli amici al bar di fianco al Comune dove tu facevi il Sindaco. Ci hai voluto salutare e noi eravamo felici e liberi di manifestare la nostra amicizia, ognuno a nostro modo, a dirti “Grazie Matteo”, a dirti ancora una volta e per sempre quanto tu fossi speciale e importante per noi. E’ da questa specialità che ne derivava il calore che ci mettevi nel volerci quel bene che c’infondeva la tua sola vicinanza. Mi piaceva quel tuo credere in quello che facevi, in quello che dicevi e nel modo in cui ti comportavi nell’amare gli altri prima ancora di te stesso e, soprattutto, nel sapere che avevi abbracciato l'arte di tuo fratello Marcello, uno dei massimi Maestri dell'arte contemporanea. Le difficoltà del mestiere di pittore le conoscevi, come conoscevi la miopia del mercato dell’arte, ma sapevi il grande valore di Marcello, perciò lo aiutavi. Era bello vedere quella folgorante sicurezza e la sacralità che avevi in tuo fratello che eccelleva nell'arte, che aveva fatto una scelta artistica e di uomo del proprio tempo. Lui era una persona speciale come te, era un vero artista, anche se la soluzione ad ogni suo problema la demandava a te. Sei stato per lui un punto fisso in un mare in tempesta, dandogli sempre fiducia anche quando la paura di non farcela a superare il morbo del dolore lo attanagliava. Grazie a te, Marcello era riuscito sempre a vedere la luce nel lungo e buio tunnel della sua malattia, fino alla morte. Caro Matteo, ci hai lasciati in un silenzio più forte di mille parole, ci hai lasciati per andare in un immenso prato lontano da tutti e da tutto, in mezzo ad una pace assoluta e godere del rumore del silenzio. Chi ti vuole bene, in primis tua moglie Piera, i tuoi figli, i tuoi nipoti e noi amici, ti ricorderemo sempre. Ogni gesto che compiremo nel ricordo di te avrà il significato di grande affetto. Saremo rispettosi delle tue idee, ogni tessera del mosaico della tua vita aveva un significato preciso perché non lasciavi nulla al caso. La serenità e la tranquillità che emanavi ci ha contagiati e così anche la nostra vita ci parrà migliore. Con te si poteva parlare di qualsiasi argomento, raccontare qualsiasi cosa con la certezza che mai ci avresti giudicati. Le parole con te fluivano naturali e spontanee e qualsiasi spunto era sempre un ottimo motivo di conversazione. Eri il nostro angelo, un’essenza che non svanisce e, grazie alla tua sensibilità e gentilezza, anche i discorsi seri ed importanti scivolavano con minor pesantezza. Amavi la vita, la natura, i bambini e tutto ciò che di bello poteva esserci in questo Mondo, avevi il viso radioso, un sorriso gioioso, ma la tua bellezza interiore e la purezza dei tuoi sentimenti verso tutti erano molto di più. Mi sento fortunata, e come me tutti coloro che ti hanno conosciuto, perché abbiamo avuto l’occasione di incontrarti nel nostro cammino. E di ciò io devo ringraziare il buon Nicola Mernone che ha tenuto a presentarci e, per far sì che la nostra amicizia si consolidasse, mi faceva stilare per te parecchi articoli sul suo giornale: Il Corriere del Sud Ovest di Milano. L’averti incontrato e conosciuto è stata la cosa più bella che mi sia capitata. Guardando dentro me stessa, so che le azioni e ciò che facevo, ciò che dipingevo o scrivevo, per affetto verso di me, da te venivano impreziosite solo per farmi fare bella figura. Per te ero una persona da esibire col cuore, con gli occhi e con orgoglio e, così, quando mi ritrovavo nella mia modesta realtà, mi illuminavo di ciò che mi dicevi. Caro Matteo, nel tuo ultimo saluto non ho visto quanta gente c’era, ma mi hanno riferito che ce n’era tantissima. C’erano tantissime autorità istituzionali comunali, provinciali e regionali, personaggi di spicco, tantissimi amici, la gente che ti ha votato e anche quelli che non lo hanno fatto. In tuo ricordo, caro Sindaco, so che hanno detto cose bellissime che hanno fatto commuovere tutti i presenti e inorgoglito i tuoi familiari. Matteo, caro amico mio, grazie per aver condiviso questi tuoi giorni con noi con la sincerità con cui lo hai fatto. Questa tua dipartita è la cosa più struggente che mi sia capitata in tanto tempo. Non sono riuscita a partecipare ai tuoi funerali, ma sono felice d’averti dato l'ultimo saluto qualche giorno fa quando eri ancora vivo. E se è vero che c'è un aldilà, allora saprai quanto io stia soffrendo per la tua assenza e quanto ti ho voluto bene. Fra poco, andrò a casa tua, dalla magnifica Piera che tanto ti amava ad offrirle il mio modesto appoggio. Non ti dirò addio Matteo, non esistono addii fra gli amici, la parte di te vivrà dentro di me come in tutti gli amici. Il tuo ricordo non si cancellerà MAI.....ciao... Principia Bruna Rosco

giorgio foti Saturday, July 10, 2010

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Arrobbilt Wednesday, May 4, 2011

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ZCoeninitut Friday, May 6, 2011

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Antoine Tuesday, June 28, 2011

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Rgancymom Monday, August 29, 2011

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